L’ufficio vicino casa si chiama nearworking

Non in ufficio, nemmeno in casa. Si chiama nearworking o lavoro di vicinato, il fenomeno in base al quale il lavoratore non lavora più da casa ma in spazi dedicati vicino alla propria abitazione. Rientra nel progetto della “città in 15 minuti”, in cui il quartiere diventa autosufficiente. Questo principio è già stato adottato da alcune metropoli in Europa e nel mondo (Parigi e Barcellona su tutte) e sta prendendo piede anche in Italia.
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Le origini del nearworking

 

Dove nasce il concetto di nearworking di cui abbiamo iniziato a sentir parlare nei mesi scorsi? 

Il nearworking fonda le sue origini nell’idea di “città in 15 minuti”. Si tratta di un progetto di pianificazione sostenibile degli spazi urbani lanciato da Carlos Moreno, professore e scienziato franco-colombiano con la passione per l’innovazione, durante il Countdown, un evento globale mirato ad accelerare le soluzioni alla crisi climatica.

Nel suo Ted Talk, Carlos Moreno racconta di come le città, grandi o piccole, dovrebbero essere progettate o riprogettate in modo che nel raggio di 15 minuti a piedi o in bicicletta, le persone possano raggiungere tutto ciò che costituisce l’esperienza urbana, ovvero avere accesso a lavoro, alloggio, cibo, salute, istruzione, cultura e tempo libero.

I quattro principi guida della “città in 15 minuti” sono: 

  1. Ecologia: la città dovrebbe essere verde e sostenibile, limitando gli spostamenti in auto e favorendo forme di mobilità “green”.
  2. Prossimità: le persone dovrebbero vivere a distanza ridotta dalle attività e dai servizi principali. 
  3. Solidarietà: la pianificazione degli spazi dovrebbe favorire la creazione di legami tra le persone e la collaborazione.
  4. Partecipazione: la città dovrebbe coinvolgere attivamente i cittadini nella trasformazione del loro quartiere per renderlo più vivibile.

 

In Italia il modello della “città in 15 minuti”, e del nearworking, è venuto alla ribalta durante la pandemia come possibile soluzione ai limiti imposti dall’adozione forzata del lavoro da casa e dalle regole anti-contagio, che permettono spostamenti solamente nelle vie “sotto casa”.

Il nearworking, infatti, rappresenta il superamento del remote working, consentendo ai lavoratori di riprendere le relazioni fisiche con colleghi e amici, che con il digitale non possono essere replicate e si stanno perdendo, e creare nuovi contatti professionali. Inoltre, il lavoro di vicinato permette anche la ripresa delle attività del quartiere.

Ripensare le città rendendole più vivibili e a misura d’uomo, permette anche di contrastare lo svuotamento delle città stesse; un fenomeno in crescita, legato alla necessità di distanziamento sociale e alle possibilità offerte dallo smart working. New York ne è l’esempio più eclatante, registrando la fuga di trecentomila famiglie.

 

Esempi di nearworking nel mondo

 

Riportiamo di seguito degli esempi significativi di città che hanno deciso di ripensare il proprio piano urbano, basandosi sui concetti di nearworking e di prossimità.

La prima città che ha adottato l’idea di Moreno è Parigi. Anne Hidalgo, sindaca di Parigi, ha fatto della “città in 15 minuti” un punto fondamentale del suo programma elettorale, con l’idea di effettuare una trasformazione ecologica della capitale e formare un insieme di quartieri autosufficienti che possano offrire ai parigini tutto ciò di cui hanno bisogno vicino casa, riducendo l’inquinamento, lo stress e migliorando la qualità della vita. Il piano, oltre alla creazione di centri culturali, ambulatori e aree commerciali di prossimità, prevede la riqualificazione dei quartieri creando nuovi coworking in modo da offrire spazi di lavoro professionali ai cittadini in smart working.

Barcellona aveva già adottato un concetto simile prima dello scoppio della pandemia, progettando le superillas. Questi “superblocchi”, sono isolati con strade prevalentemente pedonali e a traffico limitato, che permettono di liberare la superficie precedentemente occupata dalle auto per sfruttarla in modo migliore, riducendo il rumore e migliorando la qualità dell’aria e della vita.

Altri casi di metropoli europee che hanno adottato il modello della “città in 15 minuti” sono Copenhagen, dove è nato il quartiere soprannominato “five minutes to everything”, e diverse città dei Paesi Bassi.  

Il fenomeno non è solo concentrato in Europa ma è esteso a tutto il mondo. In Australia, città come Melbourne e Sydney si stanno impegnando a garantire ai cittadini la possibilità di soddisfare la maggior parte dei propri bisogni quotidiani con una passeggiata da casa, evidenziando come questo approccio abbia conseguenze positive sia dal punto di vista ambientale che sulla qualità della vita dei suoi residenti.

Analogamente a Portland, negli Stati Uniti, sono nati i primi quartieri prevalentemente pedonali, a conferma di come la città stia promuovendo azioni per contrastare le crisi in corso, sanitaria e climatica.

 

 

I primi esperimenti di nearworking in Italia: verso il coworking di vicinato ed uffici di prossimità.

 

E in Italia? Esistono già degli esempi di nearworking nel nostro Paese?

Due città italiane stanno rivedendo la loro organizzazione urbana a favore della prossimità: Milano e Genova.

Il Comune di Genova già da qualche tempo ha mosso i primi passi nella direzione della prossimità, ripianificando gli spazi urbani secondo il modello della “città in 15 minuti”.

Al momento la pianificazione si è focalizzata sul centro storico e principalmente sul tema della mobilità, creando nuove piste ciclabili e progettando l’introduzione di mini-bus elettrici per gli spostamenti anche nei vicoli più stretti. Sono ancora in fase di valutazione nuove formule per creare diversi distretti a vocazione culturale, professionale, commerciale e turistica.

 

Il Comune di Milano è la prima città italiana a portare avanti un progetto completo basato sul concetto di nearworking, con l’obiettivo di consentire a una percentuale di dipendenti pubblici di lavorare vicino alla propria abitazione nelle varie sedi decentrate del Comune, negli uffici di grandi aziende in questo momento sottoutilizzati o in uno spazio di coworking. 

Come conferma l’assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano, Cristina Tajani, la convinzione è che lo smart working ci accompagnerà anche dopo l’emergenza sanitaria. Per questo, l’obiettivo del Comune diventa quello di favorire lo sviluppo anche dei quartieri lontani dal centro con conseguente riduzione del traffico e delle emissioni derivanti dagli spostamenti obbligati, facilitando il rilancio delle attività economiche e della vita di quartiere, e migliorando il work life balance dei lavoratori. 

Sul tema del nearworking, il Comune di Milano ha recentemente organizzato l’incontro “Lavorare vicino a casa, coworking e near working per la città a 15 minuti” riunendo allo stesso tavolo esponenti di istituzioni, università, imprese e sindacati.

Durante l’evento, che trovate riassunto in questo articolo insieme al video completo della diretta streaming e a tutto il materiale presentato durante l’incontro, è stato evidenziato come diversi coworking hanno già riscontrato un cambio della loro clientela secondo il paradigma del nearworking. Il 35% dei gestori, infatti, dichiara di aver avuto nuovi clienti provenienti dal proprio quartiere, molti dei quali sono dipendenti privati interessati a svolgere lo smart working in ambienti diversi dalla propria abitazione. Si registra, infatti, un incremento della richiesta di postazioni per brevi periodi, soprattutto nei coworking di grosse dimensioni.

Nel corso dell’evento, Ilaria Mariotti, professore associato presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, ha confermato la riduzione della mobilità tra periferia e centro città e, di conseguenza, il crescente interesse verso soluzioni per svolgere attività professionali e di svago più prossime al proprio domicilio.

Durante l’incontro sono stati citati anche i dati che abbiamo raccolto nella nostra indagine sui numeri del coworking in Italia, per evidenziare come i coworking presenti a Milano garantiscano una buona copertura sia nelle zone centrali che in periferia, essendo raggiungibili in meno di 15 minuti di bicicletta.

Milano è certamente la città italiana più pronta da questo punto di vista, contando oltre 120 coworking e avendo una copertura di 1 spazio ogni 10mila abitanti. Le altre città italiane sono parecchio distanti sia in termini di numerosità degli spazi che di copertura della popolazione residente, e il distacco diventa ancora maggiore per i comuni più piccoli.

Eppure è probabile, oltre che auspicabile, che in molte città italiane si realizzi una rete di coworking di vicinato e uffici di prossimità che riducano la mobilità in eccesso.

  

 

Come i coworking possono cogliere le opportunità del nearworking?

 

Come abbiamo visto, il nearworking è un concetto strettamente legato alla diffusione del coworking come punto di aggregazione professionale in ciascun quartiere delle città, i cosiddetti coworking di vicinato o di prossimità.

Crediamo che nel prossimo periodo il fenomeno del nearworking possa trovare applicazione in Italia non solo nella Pubblica Amministrazione, come nel progetto promosso del Comune di Milano, ma anche nelle grandi aziende e possa rappresentare una spinta di crescita per il mercato del coworking in tutte le città e comuni italiani.

Il nostro contributo per favorire lo sviluppo e l’adozione nel territorio nazionale delle modalità di lavoro flessibili come il nearworking, consiste principalmente nel facilitare i processi di scelta e prenotazione degli spazi di lavoro condivisi. 

Per questo abbiamo attivato i servizi Day Pass e Time Pass Credit.

Day Pass è il servizio che permette a qualsiasi lavoratore di acquistare accessi giornalieri presso coworking e uffici flessibili sparsi in tutta Italia direttamente dal nostro portale in pochi click.

A questo servizio abbiamo affiancato il Time Pass Credit, ovvero un sistema di voucher pensato per le aziende che vogliono permettere al proprio personale di accedere a luoghi di lavoro flessibili e professionali senza doverli pagare di tasca propria.

È una soluzione facile da gestire e molto flessibile, ideata per soddisfare le esigenze di tutte le imprese. Il credito non ha scadenza e potrà essere richiesto il rimborso in caso di mancato utilizzo.

I lavoratori potranno scegliere di volta in volta dove lavorare, ricercando lo spazio che meglio risponde alle loro esigenze, massimizzando la produttività.

Crediamo sia la nuova frontiera della flessibilità e delle opportunità per le aziende e i propri dipendenti.

 

Per scoprire i nostri servizi dedicati alle aziende clicca qui o contattaci a: [email protected] 

Saremo lieti di presentarti tutti i nostri servizi e rispondere a qualsiasi tua domanda o curiosità.

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