A New York coworking space ed architettura si incontrano: 3 spazi a cui ispirarsi

27 Maggio 2018

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Quello dei coworking space è sicuramente un settore che non si limita ad innovare solo il mondo del lavoro, ma favorisce l’innovazione anche in ambiti diversi, ma strettamente legati ai coworking space, come ad esempio il design o l’architettura. Per quanto si possa essere obiettivi e razionali, pensando a quante città al mondo siano più popolate, sicure e vicine all’Italia è innegabile che nel cassetto dove custodiamo i sogni ci sia un po’ di spazio dedicato anche alla Grande Mela. D’altronde è altrettanto innegabile che New York sia un punto di riferimento turistico, professionale ed architettonico per tutto il mondo. 

L’architettura ai tempi del coworking

Dal punto di vista architettonico, l’idea e le funzionalità connesse al concetto di coworking space hanno rappresentato e rappresenteranno ancora per molto tempo un terreno fertile per la genialità degli addetti ai lavori. Coerentemente con l’andamento generale dell’office design uno degli aspetti che saltano maggiormente all’occhio è la costante, imprescindibile ed ormai consolidata presenza dell’open space negli uffici dedicati al coworking. Sono ormai finiti i tempi dei cubicle, ovvero gli uffici contenenti postazioni ben divise tra loro che siamo stati abituati a vedere più o meno in qualsiasi film americano degli anni ’90, anche se c’è chi non ne è proprio entusiasta, come mette in evidenza Repubblica. I vantaggi dell’open space sono molteplici e vanno dall’abbattimento dei costi alla maggior facilità di comunicazione e collaborazione: due aspetti che rappresentano le fondamenta su cui si basa l’intero sistema del coworking. Ma se il trend dell’open space è ormai consolidato, dal punto di vista architettonico non si può che notare come i coworking space siano un mezzo che permette sì di innovare, ma anche di rinnovare. Sono molti, infatti, gli esempi che si potrebbero fare di riqualificazione di spazi in disuso (a volte anche molto datati) che hanno rivisto la luce proprio grazie alla creazione di uffici condivisi al loro interno, come è avvenuto per una chiesa londinese del XVII secoloInsomma, è chiaro come architettura e coworking space siano due mondi che tra loro interagiscono in modo molto efficace utilizzando come trait d’union la creatività degli architetti. A tal proposito, eccone 3 esempi:

  • Coworkrs

    Architettura innovativa al Coworks di New York
    Un’immagine del Coworkrs di Brooklyn / Credits: Leeser.com

Coworks è un coworking space situato a Brooklyn ed è un altro esempio di rinnovamento in chiave coworking. Da ciò che è rimasto di una vecchia fabbrica, la Leeser Architecture nel 2016 ha creato uno dei coworking space più hipster al mondo, unendo il vecchio al nuovo in un modo che ancora non si era visto. Sono gli stessi architetti a spiegare, infatti, come si sia voluta mantenere la durezza delle pareti originali e metterla incontrasto con i colorati spazi dedicati alle zone di lavoro.

 

Architettura green al coworking space Primary
L’ingresso di Primary // credits: liveprimary.com

Situato nel centro di Manhattan, è sicuramente esempio di quanto il mondo del coworking si stia evolvendo. Se un tempo ci si poteva ritenere soddisfatti di avere a disposizione una scrivania ed una connessione internet, oggi la gestione degli spazi ha raggiunto livelli ben più alti. In Primary, quindi, è possibile trovare non solo un ambiente rilassante con mura di colore verde e piante che purificano l’aria, ma anche spazi dedicati a corsi di yoga, al fitness o l’innovativa “Nap Room” per chi ha bisogno di schiarirsi le idee tra le braccia di Morfeo.

 

Interni The Farm Soho coworking space a New York
Gli interni rustici del coworking The Farm // credits: thefarmsoho.com

Situato nel celebre quartiere di Soho è diventato uno dei coworking space più conosciuti della città e di certo questo è stato possibile anche grazie alla particolare scelta stilistica e architettonica realizzata. Ciò che i creatori hanno voluto fare è stato quello di dare il più possibile l’impressione ai coworkers di aver lasciato la spesso caotica realtà cittadina a favore di uno spazio tutt’altro che dai tratti newyorkesi. Così, quindi, si giustifica la presenza di interni interamente in legno, lunghi tavoli e lampadine appese al soffitto, esattamente come nelle fattorie del Missouri, cui i fondatori si sono ispirati.

 

Ispirarsi ai migliori: per il coworking si guarda agli Stati Uniti

Queste strutture insegnano che anche nel variegato mondo dei coworking space l’occhio vuole decisamente la sua parte e fare innovazione in un contesto già di per sé altamente creativo rappresenta una sfida per molti. A volte parlare di cosa accade a New York agli occhi di un italiano può sembrare bello quanto inutile, perché spesso si ha la sensazione che tutto ciò avvenga letteralmente su un altro pianeta. Si tratta, però, di un approccio sbagliato, soprattutto dal punto di vista imprenditoriale. L’unica vera distanza tra il mercato italiano e quello statunitense è data dal tempo, nel senso che tutto ciò che accade negli Stati Uniti è molto probabile che accadrà anche in Italia, ma più tardi. Più precisamente a volte possono passare anche anni prima che il mercato italiano si adegui alle innovazioni di matrice statuinitense ed anche per questo New York non deve essere solo un sogno, ma anche un modello da imitare. Se l’utilizzo dell’architettura come mezzo per creare coworking space di successo si è dimostrata vincente, ciò avverrà anche in Italia: se non oggi, domani.

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